Studio Commercialista-CAF dott. Froso

SRL UNIPERSONALI: RAPPORTI TRA SOCIO E SOCIETA'. CHI RISCHIA?

 

Le società a responsabilità limitata (SRL) possono essere costituite da un unico socio, possessore dell'intero capitale sociale.

 

Ha un senso la costituzione di una società di questo tipo, la cui responsabilità del socio è limitata al capitale conferito, se il socio assume la figura di socio di capitale attribuendo l'amministrazione a uno o piu' soggetti diversi.

 

Nel contesto dell micro imprese si assiste spesso alla gestione diretta come amministratore dell'unico socio: l'amministratore svolge un ruolo delicato e foriero di rischi di diversa natura pertanto puo' essere chiamato in causa con azioni di responsabilità che non tutelano quindi il patrimonio personale del socio unico.

 

 

 

I RAPPORTI TRA LA SOCIETA' E IL SOCIO UNICO

 

 

 

Qualsiasi tipo di rapporto, lavorativo, patrimoniale, contrattuale, è bene che venga reso formale con atti aventi forma scritta.

 

La forma scritta è fondamentale in un'ottica di opposizione a terzi e verso i creditori sociali.

 

L'articolo di riferimento è il 2478 Codice Civile.

 

 

 

Questi atti devono preferibilmente essere trascritti nel libro dei verbali del Consiglio di Amministrazione: in caso di amministratore unico tale libro non è obbligatorio anche se a volte, ad esempio in occasione di revisione di cooperative mi è capitato che sia stato chiesto dal revisore ministeriale.

 

 

 

Se la forma scritta non fosse rispettata non è da escludere una responsabilità piena e solidale tra il socio unico e l'amministrazione societaria.

 

 

 

In generale vige la libertà di tenere qualsiasi tipo di rapporto: si tratta di due soggetti giuridicamente distinti.

 

Vi sono, comunque, delle eccezioni.

 

 

 

In primis la società non puo' concedere prestiti o garanzie finalizzate all'acquisto di quote proprie: in particolare la società non puo' concedere fidejussioni a favore del socio acquirente di quote e non puo' accollarsi i pagamenti di coloro che hanno acquistato proprie quote.

 

 

 

ACQUISTO DI BENI O CREDITI DEL SOCIO

 

 

 

Per i primi due anni dall'iscrizione della società al Registro delle Imprese l'acquisto di beni o crediti dal socio unico deve avvenire a condizioni normali nell'ambito di operazioni di mercato e se il corrispettivo è pari ad almeno un decimo del capitale sociale occorre richiedere una perizia giurata (articolo 2465 Codice Civile).

 

 

 

Se non fosse stata rispettata la norma o gli amministratori avessero fatto valutazioni nel merito differenti dai valori di mercato rischiano, assieme al socio unico, di rispondere illimitatamente per i danni provocati a terzi, ai creditori sociali, al fisco, con il proprio patrimonio.

 

 

 

CREDITI DEL SOCIO UNICO VERSO LA SOCIETA'

 

 

 

Attenzione che se il socio unico finanzia la società con un prestito e vuole indietro i propri denari deve rispettare la priorità di soddisfazione dei creditori sociali.

 

 

 

Se la società dovesse fallire la restituzione del finanziamento avvenuta entro l'anno precedente la dichiarazione di fallimento deve essere reintegrata dal socio (revocatoria).

 

 

 

Da quanto scritto sopra emerge quindi la necessità di un'attenzione massima nei rapporti tra socio unico e società, sin dalle fasi iniziali di progettazione della struttura giuridica d'impresa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I REVISORI NEGLI ENTI NO PROFIT

Enti no profit e organo di revisione: un binomio non molto presente nell'ordinamento giuridico italiano ad eccezione degli enti di dimensioni piu' grandi, aventi natura di ente nazionale o con personalita' giuridica.

La riforma del Terzo Settore, in corso di attuazione, allarga i confini entro cui questo binomio andra' a concretizzarsi.

E' quindi importante sapere per un ente no profit o anche ETS di dimensioni non rilevanti cosa l'organo di revisione puo' o deve verificare.

 

ACCERTAMENTI PRELIMINARI

 

In via preliminare il revisore dovrebbe inquadrare l'ente da sei punti di vista:

 

  1. assetto organizzativo (organigramma);

  2. patrimonio netto (crediti e debiti, beni durevoli con un valore di mercato, garanzie e fidejussioni, le fonti di fin di missioanziamento dell'ente);

  3. attivita' svolte (progetti, utenti, risultato di tutte le gestioni interne);

  4. assetto del personale (collaboratori e dipendenti);

  5. dettaglio dei progetti in corso e conclusi;

  6. assetto istituzionale (verifica delle riunioni degli associati e del direttivo, relazioni con i portatori di interessi nell'ente).

 

In merito alle gestioni interne suddividiamo le seguenti:

  1. istituzionale tipica;

  2. commerciale (deve rimanere minoritaria in termini di entrate eccetto ASD);

  3. patrimoniale;

  4. finanziaria;

  5. raccolta fondi;

  6. straordinaria.

 

VERIFICHE PRINCIPALI

 

La prima verifica attiene al rispet finanziamentoto delle norme tipiche di ogni ente e in particolare il rispetto di quelle che consentono le agevolazioni di carattere tributario ovvero il rispetto dello svolgimento primario di attivita' non commerciali.

A tal fine ci si documenta con la Relazione di Missione contenuta nel bilancio e soprattutto con il Bilancio sociale ove presente (ad esempio coop sociali).

 

La seconda macro verifica che va fatta e' sulle prospettive di continuita' dell'ente.

Valutare:

  1. natura, significativita' e ricorrenza delle fonti di finanziamento;

  2. caratteristiche della gestione operativa.

 

Nei piccoli enti il rendiconto della gestione operativa e' spesso redatto con criteri di cassa ma la valutazione del revisore dovrebbe tenere conto anche di elementi "economici" quali ammortamenti ed oneri figurativi per il personale volontario impiegato.

L'analisi della gestione operativa va affiancata da gestione di attivita non caratteristiche quali la gestione dei beni durevoli (investimenti e disinvestimenti), gestione dei prestiti e debiti non ricorrenti ecc...

 

Come in qualsiasi attivita' di revisione vanno verificati gli equilibri economici e finanziari sia in termini a consuntivo che a preventivo.

 

Infine suggerisco due tipologie di verifiche specifiche per i nuovi ETS: il rispetto della gratuita' delle cariche amministrative e il rispetto delle norme di gestione volontari (registro, assicurazione).

Rimane saldo per tutti gli enti il rispetto della democraticita' della struttura interna.

FARE L'AMMINISTRATORE DI SOCIETA: DIRITTI , DOVERI E RESPONSABILITA

Le società a responsabilità limitata (SRL) sono rappresentate legalmente dagli amministratori: in forma di singolo amministratore o in forma collegiale.

 

I poteri e le competenze dell'organo amministrativo sono riconducibili alle seguenti:

  1. gestione ordinaria della società;

  2. redazione della bozza o progetto di bilancio di esercizio;

  3. redazione dei progetti di operazioni straordinarie;

  4. decisioni circa l'aumento di capitale sociale.

 

I doveri cui l'organo amministrativo deve inspirare il proprio operato sono i seguenti:

  1. tenere i libri contabili e redigere il bilancio di esercizio;

  2. agire contro soci morosi;

  3. convocare l'assemblea dei soci se si realizza una perdita economica di esercizio superiore a un terzo del capitale sociale;

  4. accertare che si sia verificata una causa di scioglimento;

  5. eseguire tutti gli adempimenti di pubblicità esterna previsti dalla legge come rendere note eventuali deleghe o limitazioni di potere, attività economiche svolte o cessate ecc.....

  6. consegnare ai liquidatori i libri sociali e gli altri documenti necessari alla redazione del bilancio iniziale di liquidazione.

 

I soci possono porre delle limitazioni al potere degli amministratori ma tali limitazioni non possono essere opponibili ai terzi salvo il dolo provato ovvero la dimostrazione che il terzo non fosse in buona fede.

Le limitazioni possono essere contenute nell'atto costitutivo ovvero nel verbale di nomina degli amministratori e in genere sono riconducibili ad atti estranei all'oggettto sociale, alla violazione della firma congiunta, al mancato ricorso alla decisione dei soci per gli atti in cui occorreva acquisire in via prioritaria la loro decisione.

 

E' previsto che i contratti che un amministratore abbia concluso per conto della società in conflitto di interessi possono essere annullati dalla società se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo: l'amministratore comunque non puo' essere chiamato a responsabilità per omessa informazione dell'esistenza di questo conflitto di interessi come accadeva ante riforma del diritto societario del 2004.

In ogni caso la presenza di un danno arrecato alla società per un conflitto di interessi oltre a provocare la necessità di un risarcimento patrimoniale a favore della società puo' comportare anche un reato penale se oltre al danno cagionato sussiste il dolo ovvero l'intenzionalità da parte dell'amministratore.

 

I rapporti tra gli amministratori e i soci sono caratterizzati dal diritto fondamentale di ogni socio di richiedere e ottenere informazioni circa gli affari sociali nonchè di procedere, anche tramite un professionista di fiducia, all'ispezione dei libri sociali e dei documenti contabili e amministrativi.

Ogni socio può altresi promuovere una azione di responsabilità verso l'organo amministrativo e in taluni casi richiederne la revoca: tale azione tutela la società ma non esclude anche successive azioni di richiesta di risarcimento individuale.

Se lo statuto non dispone diversamente l'azione di responsabilità puo' essere rinunciata o transata dalla maggioranza qualificata di almeno i due terzi dei soci ovvero oggetto di opposizione di almeno un 10% dei soci.

L'azione di responsabilità prevede che sussisteno i seguenti fattori concomitanti:

  1. un fatto illecito commesso dagli amministratori durante lo svolgimento delle loro funzioni;

  2. pregiudizio arrecato direttamente al socio o a un terzo che non sia un generale riflesso del danno subito dalla società;

  3. collegamento diretto tra la condotta dell'amministratore e il danno subito dal socio o dal terzo.